Non voglio lavorare più

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Basta.

Ma veramente.

Ho deciso, da un paio di anni, di dire basta a questo stile di vita che non ripaga minimamente.

Ho smesso di lavorare.

In realtà, ho smesso di fare il tipo di lavoro che in tanti ritengono tutt’ora l’unico tipo di lavoro “vero”.

LAVORO DIVERSO, LAVORO FINTO

Non volendo vivere almeno otto ore al giorno a fare qualcosa che non mi piace, ho iniziato a seguire un percorso diverso. Molto, molto faticoso e estremamente difficile perché nessuno mi indica cosa devo fare, e non devo rispondere a nessuno tranne che a me stesso e alla mia famiglia.

Sono la cavia di me stesso per dimostrare che si può scegliere, che si può arrivare a creare uno stile di vita diverso a quello che vediamo tutti i giorni, e che ci presentano come l’unico possibile.


Proprio come Daniel Priestley, ritengo che l’era industriale, quella in cui serve la manodopera anonima per far crescere un paese e bisogna “lavorare perché sì”, stia morendo. Lo vediamo tutti i giorni, il sistema crolla e cerchiamo disperatamente di attaccarci alle briciole che rimangono.

Il sistema muore di successo, certo, ma noi mortali siamo per forza danni collaterali.

E io mi rifiuto di continuare a ragionare in questi termini.

MI DISPIACE, MA NIENTE


E mi dispiace per chi sicuramente ha una situazione più dura della mia, perché un conto è lanciare all’aria qualche frase carina per motivarci mentre ci ammazziamo per quattro soldi e siamo giù di morale. Ma mettere tutto su carta, fare i conti e crederci veramente, dire davanti allo specchio che si può e si deve fare, amico, e non fermarti lì, e mettere in piedi un piano, un percorso fattibile, è tutta un’altra cosa.

E mi dispiace per chi è incatenato a un mutuo, alle rate della macchina e della TV LED 72. E mi dispiace davvero per chi ha un parente a carico o chi deve passare la pensione all’ex, perché il ragionamento che si deve fare ha un punto di partenza molto diverso dal mio.

Ma lo è sempre stato per ciascuno di noi, vero?

Anche per arrivare al punto in cui siamo adesso, bene o male che ci troviamo.

Personalmente non accetto più commenti del tipo “sì, ma per te è più facile perché (inserire qui la scusa preferita)…”. E no.

Abito in un paese che non è il mio, ho una famiglia con bambini piccoli a carico e sono tutt’altro che miliardario. Nessuno mi ha mai regalato niente e non vedo perché dovrebbero iniziare ora, quindi la mia vita me la costruisco io. A prescindere dal punto di partenza. È un ragionamento sempliciotto, ma funziona. E non solo a me.


LAVORA
SU QUELLO
CHE DIPENDE DA TE

Ognuno vive una situazione unica, con una combinazione tra formazione, esperienze, impegni personali e lavorativi diversa da tutti gli altri. E come spendiamo il tempo e i soldi dipende, in buona misura, da noi.

C’è chi ha più capacità di manovra, e chi ne ha meno. Ma tutti abbiamo una fetta a nostra disposizione. Tutti. Ed è su quella fetta che dipende da noi dove possiamo agire. Lamentarsi delle cose che sfuggono al nostro controllo è uno spreco di energie disumano. E ci ruba del tempo prezioso che potremmo usare altrove. Quindi bisogna iniziare a lavorare sul piccolo.

Ma bisogna iniziare.


Cerco di capire la situazione al volo. Ogni settimana è completamente diversa. Può sembrare inquietante, ma quando esci dalla mentalità che ti costringe a non muoverti per paura, ti dà uno stimolo pazzesco. Ti spinge a dare il meglio di te. E ti trasforma in una versione infinitamente più flessibile, capiente, aperta, abile, sveglia, indipendente, resistente e coraggiosa di te stesso. E già questo è una vittoria.

Non so come andrà a finire.

Per ora il tempo mi sta iniziando a dare la ragione dopo tanto sforzo nell’ombra. Non mi avanza né tempo né denaro, ma so che quello che sto facendo adesso mi rende infinitamente più felice di un lavoro in cui la cosa più importante è pensare a quando cazzo arriva il weekend.

40 ore a settimana sono una fetta preziosa della nostra vita, e bisogna godersela

Mi piacerebbe veramente sentire le vostre esperienze in merito. Ci avete mai provato? Com’è andata?

Immagini per gentile concessione di Pixabay.

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PRISMALIZE Ha lo scopo di condividere una serie di esperienze, idee e consigli volti a sfruttare meglio il nostro potenziale, vivere secondo i nostri ideali e sogni e, in ultima analisi, creare versioni migliorate di noi stessi, più coerenti e soddisfacenti.

Per renderlo possibile e far sì che riusciamo a sfruttare al massimo le nostre risorse, i temi qui esposti rappresentano solo un punto di partenza per i lettori per parlare, istruire, suggerire, condividere e, in ultima analisi, collegarsi per dare continuità alle proprie passioni.

Questo progetto non varrebbe niente senza le persone per dare una forma concreta alle idee che vi presentiamo: di conseguenza, ti invito a commentare, condividere, indicando successi e insuccessi, suggerire argomenti … In questo modo starai partecipando alla creazione di una comunità molto speciale, un vero e proprio alveare digitale di e per le persone come te.

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4 comentarios en “Non voglio lavorare più

  1. Alessandra dijo:

    Ciao. Sto vivendo la tua stessa situazione. Non riesco a fare un lavoro che non mi piace per 8 ore al giorno (anche di più) perchè la mia vita è una sola e scorre anche in fretta. Non ho soldi ma fortunatamente no ho nessuno a carico! Sto cercando di capire come poter utilizzare i miei titoli e le mie capacità in proprio ma non riesco a farmi venire una idea. Magari tu potresti aiutarmi dato che un bilancio del genere lo hai già fatto…Non ho capito di cosa ti occupi al momento…
    Comunque complimenti per la scelta, per il coraggio. Ci sto provando anche iO!

    Me gusta

    • prismalize dijo:

      Ciao Alessandra!

      Prima di tutto complimenti se sei arrivata al punto di capire che non riesci a fare quel lavoro, è forse il passo più importante (la consapevolezza di DOVER cambiare).

      Per spiegarla in modo breve, al momento mi occupo proprio di aiutare altri a capire come indirizzare la propria vita professionale in base a quello che sanno già fare e quello che vorrebbero fare. Per raggiungere questo, faccio un lavoro con la persona di analisi delle proprie capacità, del percorso che ha seguito e propongo una serie di esercizi e attività per dare una forma concreta a quell’insieme di idee che sicuramente ha già nella testa.

      Lavoriamo sul CV al servizio della persona (basta formati grigi!), sullo sviluppo delle capacità ritenute forti e sulla creazione di una rete di contatti per complementare la persona dal punto di vista professionale, perché tutti abbiamo bisogno di una mano per creare qualcosa di più grande di noi (basta pensare che ce la possiamo far da soli e senza dirlo a nessuno).

      MI farebbe piacere sentire il tuo caso, se ti va mi puoi inviare qualche altro particolare tramite la sezione di contatti e vediamo come possiamo fare 🙂

      Grazie del commento e del supporto!

      Me gusta

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