L’ateo che parlava coi cristiani: paura, coerenza e come imparare dagli opposti senza timore

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Adoro le persone.

Le persone con le quali ho delle cose in comune, e quelle con cui non ne ho.

Tranne quelli che nascono già imparati.

Non so se chiamare questo post “lamentela” o “riflessione”.

Lascio a voi la scelta.

Ho deciso di pubblicarlo su Prismalize perché, in ultima analisi, il progetto mira ad unire individui diversi l’uno dall’altro, che hanno caratteri, esperienze e competenze diverse, per creare qualcosa di unico.

Quindi mi sento in dovere di abbattere un muro e molti pregiudizi per riuscire a far sì che persone così meravigliosamente diverse, ma così disposte a incontrarsi, si capiscano e riescano a dare forma ai loro progetti.

O, almeno, che si ascoltino tra di loro, che è già un inizio.

MA CHE FAI, PARLI
CON QUELL’IDIOTA?

Onestamente, io sono abbastanza stufo di quella maggioranza, di mass media e di gente, ossessionata a etichettare tutti noi e dare giudizi assoluti partendo da una singola caratteristica.

Da sempre ci è piaciuto mettere delle etichette per sentirci più a nostro agio, prendendo posizione in modo più o meno rigido, un pulpito da cui si può dire che tutto il resto è peggio di ciò che abbiamo scelto noi.

  • È un fascio / è una zecca –> Un eroe / un supercriminale / di nuovo un eroe
  • È carnivoro/ vegano –> È coerente / non ha proprio idea
  • È a favore / è contro la corrida –> È un troglodita / è uno senza amore per la tradizione
  • È religioso / ateo –> Lo stanno ingannando / non ha cuore
  • È un viaggiatore / un sedentario –> Non ha radici / che vita monotona
  • È timido / sfrontato –> Non andrà lontano
  • Studia / lavora –> morirà di fame / sarà un ignorante
  • Fa un lavoro fisico / un lavoro intellettuale –> È un analfabeta / è un principino arrogante

E così via per ogni aspetto della nostra vita che si possa classificare.
Cioè, praticamente tutti.

Non ve lo chiedo, lo affermo: è molto più gratificante vedere una persona come una combinazione unica di tutti questi ingredienti. E apprezzarne le qualità positive piuttosto che generalizzare sulla base di uno stupido dettaglio.

  • Perché un “fascio” può avere valori lodevoli, un “rosso”… idem.
  • Perché un carnivoro si deve poter permettere di essere incoerente, e un vegano anche.
  • Perché uno a favore della corrida può essere una persona sensibile e ricca di buon senso, e uno che vi si oppone… idem.
  • Perché un religioso può trasudare valori dai quali un ateo può imparare qualcosa. E viceversa.
  • Perché un viaggiatore può imparare ad apprezzare il valore delle abitudini di un sedentario, e quest’ultimo conoscere nuove sensazioni grazie al primo.
  • E chi più ne ha più ne metta.

PREGIUDIZI, CONVINZIONI, PAURE!

Ognuno di noi ha aspetti deplorevoli? Ma certo!

Ma se ci limitiamo a giudicare il libro dalla copertina, come possiamo poi pretendere dagli altri che non giudichino noi allo stesso modo?

E come possiamo crescere vedendo il mondo da altri punti di vista?

Perché ci rifiutiamo di ascoltare ciò che non fa rima con le nostre convinzioni? Sono esse così deboli che abbiamo paura che vengano messe in discussione da una visione diversa?

Non è necessario apprezzare i valori di quella persona che sono opposti ai nostri. Non è tutto bianco o nero.

Dobbiamo semplicemente evitare di far sì che questi coprano tutto il resto e ci impediscano di vedere cose dalle quali, forse, possiamo imparare qualcosa.

Pensate al maestro severo ma efficace. Non deve per forza starci simpatico, ma se siamo in grado di concentrarci su cosa ci può offrire (conoscenza), mettendo da parte il suo carattere, anche se non lo sopportiamo, non ci guadagniamo forse? Alla fine della giornata, chi vince, chi è riuscito ad ascoltarlo e imparare, nonostante il suo carattere, oppure chi si è solo opposto a lui perché non lo sopporta?

TUTTI SIAMO INCOERENTI. TUTTI

Non possiamo cercare la coerenza totale di una persona in funzione di un modello che esiste solo nella nostra testa e pretendere che uno vi sia sempre fedele in qualsiasi momento.

A quale scopo? Giusto per ottenere l’approvazione di gente che non vede gli altri di buon occhio e cerca il minimo difetto, come facciamo noi ogni volta che generalizziamo?

Perché, se tutti agiamo in questo modo e rifiutiamo chi non è come noi, alla fine ci ritroviamo da soli.

E ce lo siamo meritato.

Nota mentale: impara ad ascoltare, anche quando pensi prima che non ti piacerà ciò che verrà detto. Ci tiriamo sempre fuori qualcosa di utile.

Avete qualche esperienza di questo tipo? Vi ha arricchito qualcuno diametralmente opposto a voi?

Condividi e lascia un commento!

–> –> Ah, a proposito, prima che me lo dimentichi! <–<–

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Immagini per gentile concessione di Pixabay e Happy Lawyers Blog.
Traduzione di Simona Bracaloni.

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PRISMALIZE ha lo scopo di condividere una serie di esperienze, idee e consigli volti a sfruttare meglio il nostro potenziale, vivere secondo i nostri ideali e sogni e, in ultima analisi, creare versioni migliorate di noi stessi, più coerenti e soddisfacenti.

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3 comentarios en “L’ateo che parlava coi cristiani: paura, coerenza e come imparare dagli opposti senza timore

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