Produttivita attenzione diffusa

Persone dall’attenzione diffusa: 6 modi concreti per finire il lavoro (parte I)

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Quante ore ha la tua giornata?

Sicuramente poche. Ne sono certo. 24, neanche per scherzo.

Vorresti finire il lavoro, ma hai l’attenzione diffusa. Ahimè.

Quante cose ti piacerebbe fare se tu avessi più tempo?

Sorpresa numero 1: Nessuno ha tutto il tempo che vorrebbe.

Numero 2: Si può sistemare.

Numero 3: Davvero, lagna, si può fare.


LAMENTATI E FAI FINTA DI NIENTE,
MA TI FA PAURA AVERE DEL TEMPO

Ammettiamolo. Per tanti di noi, la giornata è un succedersi di obblighi senza sosta.

Un viavai da una parte a un’altra, cercando di sdoppiarci fino all’esaurimento per riuscire a esserci su tutti i fronti: il lavoro, gli amici, la famiglia, la coppia… E, se abbiamo ancora fiato, gli hobby e i progetti personali, che ci portano via pure quelli una bella fetta di tempo e di energia.

E così, quando ci parlano di “organizzare meglio la nostra giornata” ci viene da ridere e pensiamo: “E da dove cavolo dovrei tirar fuori un secondo per iniziare a PENSARE a come organizzare meglio la giornata, bello mio?”

Ti ci vedi?

Mi dispiace, amico/a, ma in realtà non ti manca tutto questo tempo. Non come pensi. Ti manca il coraggio di ammettere che preferisci nasconderti dietro al caos, e dietro a tutte le scuse che lo giustificano, piuttosto che fermarti, mettere i puntini sulle i, analizzare la tua giornata e scoprire dove sbagli.

Perché scoprire cosa si nasconde dietro implica cambiarlo. E il cambiamento implica sforzo, e anche un po’ di paura.

Quasi quasi, restiamo come restiamo, vero?

Non è così grave come pensi. Capita a molti di noi. E, anche se non c’è una formula magica per risolvere la mancanza di tempo, esistono invece una manciata di tecniche che puoi iniziare ad applicare appena trovi il tempo
subito per allungare la tua giornata. Alcuni di voi riusciranno a strappare qualche minuto, mentre altri vedranno come si apre un mondo davanti, a seconda del tipo di persona che siete.

Queste sei tecniche sono, in linea di massima:

  1. Un‘agenda per tutto. TUTTO.
  2. Sii versatile, ma senza esagerare.
  3. Raggruppa i compiti che ti scocciano.
  4. Libera spazio mentale.
  5. Stabilisci obiettivi e misurali.
  6. Condividi i tuoi piani.

Quali pensi che funzioneranno meglio per te?

Nota: Questo post è suddiviso in due parti. Sotto trovi la prima metà.

1. AGENDA, MON AMOUR


Le persone tendono a voler fare molte più cose di quelle che riescono a gestire.

E quando arriva il momento di pianificare, tendiamo a dire “dai, adesso mi do da fare sul serio” e facciamo un elenco mentale delle mille cose che dobbiamo finire.

Il risultato è speso un vero disastro. Dimentichiamo metà delle cose e facciamo l’altra metà in ritardo e malino. E via che si riparte da capo.

Si riparte a meno che… esatto, a meno che non diventiamo SISTEMATICI e riusciamo a mettere quell’elenco mentale su carta o sul PC. Se dedichiamo soltanto mezz’ora a settimana a pianificare quello che dobbiamo fare su ogni fronte della nostra vita, vedremo che riusciamo a portare avanti molte, molte più cose che quando cerchiamo semplicemente di ricordarci quell’elenco che esiste soltanto nella nostra testa.

In questo altro post
indicavo alcuni degli strumenti più potenti che potete usare per organizzare la vostra giornata. Avrete sicuramente constatato che funzionano. Il trucchetto consiste nell’usare questi strumenti tenendo conto dei nostri punti deboli:

  • Tendiamo a sovraccaricarci e spesso esageriamo. Per risolvere questo problema, cerchiamo di non essere troppo ambiziosi. Cominciamo per aggiungere cose da fare una alla volta. Man mano che vediamo che riusciamo a portarle a termine, vedremo che la nostra fiducia aumenta in modo naturale, e ci verrà la voglia di aggiungere altri compiti, sempre in modo ragionevole.
  • Evitiamo di concentrare attività che richiedono uno sforzo notevole. Facendo così ci esauriamo subito e, senza fiato, abbandoniamo tutti gli altri compiti che dovevamo portare a termine. Nel mio caso, funziona abbastanza bene lo schema ATTIVITÀ FACILE – ATTIVITÀ DIFFICILE – PAUSA e così via.
  • Uno degli errori più grossolani che spesso facciamo è non considerare le piccole attività quotidiane: cucinare, andare e tornare dal lavoro, farci la doccia (per il bene comune), fare la spesa… Tutte queste cose richiedono del tempo, ma il nostro inconscio non le tiene in considerazione quando dobbiamo pianificare la nostra settimana. E così, se carichiamo la nostra agenda di attività “importanti”, finiamo per asfissiarci quando vediamo che queste piccole cavolate ci rubano delle ore preziose. La soluzione è ovvia: lasciare buchi nella nostra agenda per farle (il noto BUFFER TIME).

Questo argomento si potrebbe sviluppare ulteriormente, ma queste indicazioni di base dovrebbero bastare per migliorare notevolmente la situazione fin da subito.

2. VERSATILITÀ, MA SENZA ESAGERARE


Ancora una volta: tendiamo ad essere troppo ambiziosi quando fissiamo i propositi per l’Anno Nuovo.

Vogliamo fare un migliaio di cose e, siccome siamo sicuri che “questa è la volta buona”, scriviamo mille progetti diversi nella nostra agenda. Insomma, vogliamo passare da 0 a 100 nel giro di mezzo secondo, e in questo modo la cosa più probabile è che la nostra macchina si fermi all’improvviso.

Siamo sinceri con noi stessi. E realisti. E’ bello scrivere dieci propositi per l’anno nuovo, ma sappiamo che la nostra mente e la nostra forza di volontà non funzionano così, cercando di fare tutto d’un colpo.

Non buttare via quei dieci propositi, ma inizia concentrandoti esclusivamente su 2-3 cose. Quando avrai integrato queste 2-3 cose nella tua routine e ti sentirai comodo con loro, riprendi la lista e inizia a lavorare sul proposito successivo.

E non ti arrabbiare se non riesci a finire l’elenco, capita a tutti noi. A tutti. La cosa più importante e che tu riesca a finire qualcosa. È molto più desiderabile riuscire a finire un solo proposito piuttosto che cominciare dieci cose e non finirne nessuna, non trovi?

3. LA ROUTINE,
IN
BLOCCHI DIGERIBILI


Quando ai bimbi non piace la verdura, gliela facciamo mangiare un po’ alla volta, piano e con una certa regolarità finché non la vedono come qualcosa di “normale” che mettiamo in (quasi) tutti i pasti. Perché invece, da adulti, costringiamo noi stessi ad affrontare quello che non ci piace a testate, aspettando che l’amaro ci passi il prima possibile?

Affrontare i compiti sgradevoli raggruppandoli, ben lontano dalla nostra idea di “prima me li levo di dosso, prima riesco a concentrarmi sulle cose importanti” uccide le nostre energie. Sistemare casa, pagare le bollette, far fronte alle pratiche burocratiche, andare in macchina da qualche parte pur sapendo che troveremo la coda… Ognuna di queste cose mina pian piano le nostre forze.

Ma se non diamo al nostro corpo il tempo per riprendersi infilando altre attività più piacevoli, il risultato è funesto. L’incazzatura ci può durare tutta la giornata, e i “compiti piacevoli” diventano pure una croce.

Per evitare questo esito, visto che sappiamo le cose che dobbiamo fare, prendiamo ad esempio 3 cose piacevoli e 3 spiacevoli per alternarle: arriveremo a fine giornata più rilassati, di buonumore e con voglia di fare altro. Un esempio:

06 FEBBRAIO

08:00

SCRIVERE PER IL BLOG

09:00

COMPILARE 730

10:00

TRADUZIONI

11:00

SCRIVERE RAPPORTO FINANZIARIO

12:00

CONTATTERE CLIENTI SIMPATICI

12:30

CONTTARE CLIENTI ANTIPATICI

Ovviamente le attività e gli orari saranno diversi per ciascuno di noi, ma l’idea di fondo, a prescindere di cosa fai, è ALTERNARE.

Anche se hai un lavoro estremamente “meccanico”, probabilmente hai diversi piccoli compiti: alcuni di loro saranno più piacevoli degli altri, perciò cerca di trovare un equilibrio tra di loro e poi controlla, a fine giornata, se il tuo umore è migliorato rispetto alle giornate in cui fai delle “abbuffate” di compiti sgradevoli mettendoli insieme.

NELLA SECONDA PARTE DEL POST…

Come dicevamo, nel prossimo articolo vi mostreremo altre tre tecniche, che da bravo ragazzo ex caotico ho provato di persona, per aiutarvi a organizzare meglio sia il nostro tempo che gli obiettivi che vogliamo raggiungere. Stay tunes.

Conoscevi alcuna delle tecniche descritte sopra? Hanno funzionato nel tuo caso?

Lascia un commento e aiutaci ad arricchire l’articolo con la tua esperienza personale!

Immagini per gentile concessione di Pixabay e IStock.

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PRISMALIZE ha lo scopo di condividere una serie di esperienze, idee e consigli volti a sfruttare meglio il nostro potenziale, vivere secondo i nostri ideali e sogni e, in ultima analisi, creare versioni migliorate di noi stessi, più coerenti e soddisfacenti.

Per renderlo possibile e far sì che riusciamo a sfruttare al massimo le nostre risorse, i temi qui esposti rappresentano solo un punto di partenza per i lettori per parlare, istruire, suggerire, condividere e, in ultima analisi, collegarsi per dare continuità alle proprie passioni.

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2 comentarios en “Persone dall’attenzione diffusa: 6 modi concreti per finire il lavoro (parte I)

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