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Non voglio essere come ieri: l’anticonformismo inteso bene

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Questo articolo vi farà un po’ male.

O almeno spero. Deve fare male, far male a chi ne ha bisogno.

Che si sentano chiamati in causa. Che se la prendano un po’ e che cerchino di difendersi.

Da buon anticonformista, confesso che voi conformisti non mi piacete.

Non me la date a bere.

Mi spiace, ci ho provato, ma non riesco proprio a vedere un senso a ciò che fate.

NÉ IERI NÉ OGGI. E NEMMENO DOMANI.
E COSÌ VIA.

Capisco che ciascuno di noi abbia una serie di interessi e priorità diversi.

Capisco che ognuno voglia dare una direzione diversa alla propria vita.

Capisco che ci sia…

  • gente che viaggia e gente sedentaria
  • gente che preferisce la carriera e gente che preferisce la famiglia
  • gente originale e gente convenzionale
  • gente di campagna e gente di città
  • gente di sinistra e gente di destra
  • …e tutto e niente.

Chi non sono mai riuscito a capire, sono quelli che si arrendono. Coloro che si vedono così così, o addirittura male, e non mostrano il minimo accenno di voler migliorare.

Coloro che vedono passare un giorno dopo l’altro, come se si trattasse della bobina di un vecchio film, che mostra sempre le stesse immagini anodine in cui raramente sorridono o fanno qualcosa che valga la pena ricordare. Non per i posteri e la fama. Chi se ne frega di quest’ultima: casomai, si tratta di avere qualcosa da raccontare ai tuoi nipoti o a chiunque si avvicini a parlare con te fra qualche anno, o anche domani stesso nella piazza del paese. Che cosa hai intenzione di raccontare? Dici di non avere voglia di parlare: può darsi che sia perché non hai niente da dire?

Coloro che preferiscono attingere ai placebo e alla dose del momento.

Chiamalo poterti permettere di pagare una TV cara, un viaggetto di due giorni o tre cene all’anno presso il lussuoso ristorante sotto casa. E che lo vedano tutti. Mettilo su Facebook, scatta foto, che lo sappiano i vicini. La tua vita non è così desolante, dopo tutto.

Intendiamoci, non sto parlando di persone con depressione. Quello è uno stato temporaneo, che può durare più o meno tempo, ma non un modo permanente di vedere la vita. Sto parlando di chi è impantanato in una routine che non gli apporta nient’altro che lamentele e disagio, e trova solo la forza di lamentarsi, senza rendersi conto che queste stesse energie potrebbero essere usate per creare un strategia piuttosto che scavarsi la fossa con l’indifferenza verso qualcosa di importante come la propria vita.

SVEGLIATI PRIMA DI MORIRE DENTRO

Voglio rifiutare il conformismo, questo benessere apparente è solo una patetica bugia ripetuta mille volte fino a che la convertiamo in verità.

Non possiamo aspirare a continuare a stare come stiamo per tutta la vita. NON POSSIAMO.

Perché niente dura per sempre, e ciò che ci fa stare bene in un dato momento probabilmente non avrà lo stesso effetto fra un anno, fra cinque o fra cinquanta. E, mi dispiace dovervelo ricordare, la signora con la falce ci può portare via in qualsiasi momento, e raramente avverte prima di passare. Quindi non ci serve a niente rifugiarci nell’idea che tutto continuerà ad essere sempre uguale.

Si tratta di un compiacimento che, in realtà, è un immondezzaio in cui vanno a morire tutti i sogni.

Tale compiaimento ci indica che non abbiamo una strategia, un progetto di vita che ci dica dove stiamo dirigendo i nostri sforzi. E, ripeto, non è una questione di ambizione, bensì di togliere il pilota automatico e smetterla di girare nella stessa rotonda giorno dopo giorno.

Perché può darsi che, quando te ne renderai conto, sia già troppo tardi.

OGGI, MEGLIO DI IERI. E DOMANI MEGLIO DI OGGI.
E COSÌ VIA

Voglio rifiutare il conformismo perché sono convinto che tutti, nel nostro piccolo mondo, abbiamo qualcosa da dire.

Che non siamo nati per passare del tutto inosservati, come se fossimo comparse nel nostro stesso film, senza una battuta o un primo piano.

E siamo in grado di fare cose importanti se ce lo proponiamo.


Ah: condurre una vita armoniosa è pienamente compatibile con la voglia di superare se stesso. Può darsi che non vi importi della fama, di ottenere un posto di lavoro importante o dei soldi, è un vostro diritto! Tuttavia, non potete rimanere indifferenti all’idea di condurre una vita grigia e senza obiettivi.

Guardate voi stessi fra dieci anni e chiedetevi: come mi vedo?

Se la risposta è “uguale a ora“, vi avverto (ne sono sicuro al cento per cento) che VI SBAGLIATE. Molte delle cose intorno a voi cambieranno:

  • la vostra famiglia
  • la situazione economica
  • le persone con cui passate il tempo
  • i colleghi e forse anche il vostro lavoro
  • il vostro livello di energia
  • la quantità e la qualità del tempo libero

Quindi, vi consiglio, senza perdere altro tempo, di fare un esercizio mentale rispetto a quali di questi fattori potranno essere modificati e pianificare come affrontarlo. Che poi arriva il momento e non siamo preparati.

E soprattutto, pianificare non solo per mantenere, ma per migliorare. Per indirizzarci verso un punto concreto.

Quale parte della vostra routine ha a che fare con ciò che sognavate da ragazzi? O con le vostre passioni da adulti? Non vale forse la pena dedicare tempo e fatica per diventare giocatori professionisti, qualunque sia il nostro gioco?

Non mi stanco mai di dirlo: dedicate tutto il tempo possibile alla vostra formazione in ciò che vi appassiona. Migliorate a tal punto che diventi inevitabile chiedervi se vi potete dedicare sul serio a quell’attività, o se la potete utilizzare come un asso nella manica da tirare fuori durante il lavoro quotidiano.

Mettete un po’ di colore ogni giorno nella vostra vita, vedrete che arriverete a un punto in cui non potrete farne a meno. Guardate verso l’alto e insegnate al mondo quel desiderio di migliorare, di riuscire a fare qualcosa per voi e, ancora meglio, per le persone a cui tenete.

Il senso della vita? Che nessuno ti risponda. Guarda dentro di te e scrivi ciò che viene fuori.

Ma scrivi qualcosa, per l’amor del cielo.

Ah, e prendetevi tutto questo percorso con umorismo e come un gioco.

In fin dei conti, ne va solo della nostra vita.

Immagini per gentile concessione di Pixabay e One Active Life.

Traduzione di Simona Bracaloni.

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PRISMALIZE Ha lo scopo di condividere una serie di esperienze, idee e consigli volti a sfruttare meglio il nostro potenziale, vivere secondo i nostri ideali e sogni e, in ultima analisi, creare versioni migliorate di noi stessi, più coerenti e soddisfacenti.

Per renderlo possibile e far sì che riusciamo a sfruttare al massimo le nostre risorse, i temi qui esposti rappresentano solo un punto di partenza per i lettori per parlare, istruire, suggerire, condividere e, in ultima analisi, collegarsi per dare continuità alle proprie passioni.

Questo progetto sarebbe venuto a nulla senza le persone a dare forma concreta alle idee che vi presentiamo: di conseguenza, vi invito a commentare, condividere, indico successi e insuccessi, suggerire argomenti … Questo sarà contribuendo a creare una comunità molto speciale, un vero e proprio alveare digitale e per persone come te.

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