Guida Definitiva Domande Progetti Successo

La guida definitiva di domande per creare progetti di successo

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Strada provinciale SP38.
San Chirico Nuovo, Potenza, Italia, Pianeta Terra.
Sta scendendo la notte.

  • “Solo dico, Gianni, che saranno due ore che giriamo a vuoto, potremmo fermarci al bar del paese e chiedere che strada dobbiamo prendere”

“Non ti preoccupare, tutto sotto controllo. So la strada a memoria ”

  • “Ma se non ci sei mai stato!”

“Sì, ma so perfettamente che strada dobbiamo prendere. L’ho studiata per filo e per segno prima di partire, impossibile sbagliarsi

  • “E se scendiamo dalla macchina, ci riposiamo un po’ e, mentre ci beviamo qualcosa, chiediamo che strada dobbiamo prendere?”

“Naaaah, perché disturbarli? E poi, sembrerà che non so guidare

Familiare, giusto?

Risultato? O non riescono ad arrivare, o perdono altre due ore e arrivano così arrabbiati da dire addio alla gita rilassante, al buon umore con cui erano partiti e può darsi addirittura che dimentichino il motivo per cui erano venuti.

Dall’esterno, è ovvio che, se uno non ha una cartina e non è mai stato in un posto, la cosa più logica è chiedere a chi conosce la zona.

Ma, dall’interno, spesso non sembra così.

Aspetta, stiamo parlando chiedere indicazioni oppure di mandare avanti un nuovo progetto?

ORGOGLIO E PREGIUDIZIO

Siamo testardi per natura. Di solito si dice che gli uomini lo siamo di più (+5 punti se siete sardi), ma sappiamo che ce n’è per tutti, senza discriminazioni di razza, sesso o religione.

Nella nostra illustre testolina cominciamo a macchinare un piano, il “Grande Piano“, quello che cambierà tutto. Abbiamo una buona base e abbiamo calcolato di cosa avremo bisogno per portare avanti il tutto. Più o meno. E, dentro di noi, ci rallegriamo pensando alla faccia che faranno tutti quando la nostra idea trionfante verrà fuori. Tutti sbalorditi, mentre usciamo dalla porta principale tra gli applausi.

Vogliamo mantenere il segreto e lavorare in silenzio di modo che nessuno ci rubi la nostra idea, e che la sorpresa quando usciamo allo scoperto sia enorme.

Tuttavia, man mano che andiamo avanti, dubbi e lacune cominciano ad emergere. Naturalmente, cosa ci aspettavamo, è la prima volta che facciamo una cosa del genere.

COME POTEVAMO PRETENDERE DI FARE TUTTO BENE LA PRIMA VOLTA E SENZA DIRE NIENTE A NESSUNO?

(Beh, sì, era quello che pretendevamo, ma non ditelo a nessuno)

E, visto che noi non siamo da meno degli altri, quando appaiono queste difficoltà, del tutto normali e logiche, preferiamo cercare di risolverle da soli.

Sappiamo che ci sono persone là fuori che ci potrebbero dare una mano, ma preferiamo di no.

Il problema è che, in una società così competitiva e orientata all’individualismo, tendiamo a vedere in un gesto così semplice come chiedere aiuto, un segno di debolezza. Una cosa aberrante, se vogliamo diventare una
persona di successo
. Come se il nostro merito in questo modo si macchiasse. Come se ci stessimo prostituendo rispetto al piano iniziale. Suona familiare?

Per esperienza personale e degli altri, quando ci troviamo in questa situazione ci sono due possibilità:

OPZIONE A: Chiedere aiuto e andare avanti. Cambieremo così l’idea originale?
È possibile, ma in avanti.

OPZIONE B: Cercare di risolvere tutto senza aiuto. Una volta, e un’altra e un’altra ancora. Fino a quando ne usciamo sfiniti e abbandoniamo tutto.

Diciamolo chiaramente: se ci siamo impantanati, quante sono le possibilità di riuscire a risolvere un problema se continuiamo a guardarlo con gli stessi occhi che non sono stati in grado di vederlo in un primo momento né di risolverlo successivamente?

Qualcuna, ma poche.

Molto meno che se chiediamo consigli.

Allora, che cosa ci blocca, se in fondo sappiamo che non siamo in grado di farlo da soli?

LE PAURE COMUNI CHE STANNO DIETRO AL CHIEDERE

Non è solo una questione di ego. Che certo ha un ruolo, non ci prendiamo in giro. Ma la paura di chiedere per risolvere problemi va ben oltre il “lo metto a posto io cascasse il mondo“.

Vediamo.

1. PAURA CHE CI RUBINO L’IDEA

Perdiamo l’esclusività dell’idea: se la condividiamo, non è più solo nostra, e quindi è probabile che qualche furbo ce la freghi.

È un pericolo reale? Da un lato, sì, può copiare quello che gli diciamo. Ma… e tutto il lavoro di fondo? E il contesto in cui abbiamo sviluppato l’idea? E il modo di applicarla? Tutto questo NON ce lo possono fregare. Un imitatore, al massimo può aspirare a essere una buona ombra dell’originale, ma non avrà mai, MAI, le risorse né l’inventiva di chi ha concepito l’idea.

Qual è il rimedio? Anche se sembra poco intuitivo:

CONDIVIDERE IL PIÙ POSSIBILE.

Condividi le tue idee, cercare di diffonderle il più possibile, anche se non sono ancora finite (quando decidiamo che un’idea è compiuta?) e raggiungi il maggior numero di persone possibile.

Verranno fuori imitatori e copioni, come si diceva a scuola, ma la gente saprà già che l’idea originale era tua. E il modo di pensare, di esprimersi, e di evolvere… non si possono certo copiare. Quando l’imitatore riuscirà a capire fino in fondo la tua prima idea, tu sarai già davanti a lui di diversi passi e avrai avuto contatti con molte più persone, quindi, ti ripeto, CONDIVIDI SENZA PAURA.

2. PAURA CHE LA NOSTRA IDEA SEMBRI STUPIDA

O incompleta. O poco realistica.

O che non la capiscano direttamente.

Qui dobbiamo discernere da chi provengono i commenti.

  • Se arrivano da persone che seguono con vero interesse Il nostro progetto (siano essi o meno parenti o amici), ASCOLTALI BENE. Ascolta attentamente e fai tesoro delle loro risposte, anche se un po’ ti feriscono l’orgoglio, fino a quando riesci a trovare il tuo punto debole e capire come lavorarci. Ti stanno dicendo che non hai definito bene tutto quello che c’è da definire, quindi qualcosa dovrai pur modificare (vedere Paura # 3).
    L’interesse è il fattore principale che devi prendere in considerazione. Poi ci metterei l’esperienza (che, senza interesse, creare silenzio o anche boicottaggi) e, infine, il grado di fiducia con la persona. Le persone più vicine a te non sono di solito quelle che meglio capiscono un cambio di direzione oppure un’idea che esce dagli schemi che hanno già fatto sulla tua persona (potete leggere di più su questo argomento in questo articolo).

  • Se provengono da persone che vogliono solo creare polemiche (sì, dei troll), affermare il loro punto di vista a tutti i costi o che, onestamente, non sono qualificate* per rispondere alla domanda in modo utile per te. A quelli, meglio non chiedere.
    Ma cosa succede se hanno già parlato? Sorridi, ringrazia e ignora la risposta. Tutti felici, non è questa la battaglia in cui devi spendere le tue energie.

    *Attenzione, non è (necessariamente) sintomo di mancanza di intelligenza, semplicemente si tratta di un argomento fuori dalla loro competenza. Come chiedere a un salmone se, per volare, è meglio prendere la rincorsa o iniziare da fermi.

3. PAURA DI DOVER CAMBIARE L’IDEA ORIGINALE

Non che fosse una cattiva idea. È che, semplicemente, è impossibile prevedere tutto a priori, e nel 99% dei casi dobbiamo ridefinire ogni attività per adattarci alle situazioni.

È come se andassimo a correre pensando di fare una maratona, ma vediamo che fa freddo e tira vento e non siamo in grado di tenere il ritmo che avevamo pensato. Cosa facciamo, abbassiamo la velocità o continuiamo al massimo finché scoppiamo a metà strada?

Pensa che la cosa importante è correre e arrivare in fondo, e agli altri corridori sta accadendo esattamente la stessa cosa.

4. PAURA DELLA CONCORRENZA

Sì, ci sono altri corridori. E molti sono meglio di noi. Quindi, se non arriviamo primi, perché lo facciamo, no?

Se esiste già un Messi, un Ronaldo, un Ibrahimovic, perché iniziamo a giocare a calcio, giusto?

Non sembra avere molto senso, non credi?

È un errore comune scoraggiarsi, quando si tenta di avviare un progetto, concentrandosi solo nelle persone che già sono arrivate in alto per pensare: “e ora come diavolo faccio ad arrivare fin lassù?”.

Se stiamo iniziando dal basso, non possiamo né dobbiamo credere di trovarci subito al pari delle superstar dell’attività che stiamo facendo. Loro sono venuti da lontano e, nella stragrande maggioranza dei casi, hanno fallito mille volte e lavorato molto duramente nell’ombra prima di guadagnarsi la visibilità che hanno ora. Succede in tutti i settori.

E, per arrivare fin lì, SOLO SE DAVVERO CI INTERESSA (l’unico modello di fama / ricchezza che vediamo nei media non convince tutti), dobbiamo iniziare a costruire la casa dalle fondamenta. Imparare dai grandi tutto il possibile, ma senza cercare scorciatoie e senza cercare di imitare. Chiedendo e applicando.

Ed è molto più ragionevole prendere come riferimento qualcuno che fa ciò che vorremmo fare, ma che è un passo sopra di noi. Da lui/lei potremo imparare molto più che non da un Messi. Perché, più o meno, parla la nostra lingua e possiede le nostre risorse e competenze. Così sarà più facile da capire.

Se la casa è ben costruita, crescerà in altezza nel corso del tempo.

5. PAURA CHE VADA TUTTO BENE

Sì.

Il timore finale.

Che tutto sia al suo posto e, mentre raccontiamo la nostra idea, ci chiedono risultati SUL SERIO.

Insomma ci dobbiamo buttare. Un disegno, un sito web, una società di consulenza, un seminario. Qualunque cosa.

È la conferma che volevamo, giusto?

Ma, soprattutto se siamo stati a lungo rimuginando sul progetto, ci viene l’ansia da prestazione e cominciamo a balbettare scuse del tipo “non è ancora pronto al 100%”, “mi manca qualche dettaglio”. NO, NO E NO. Non è perché lo dicono i diecimila siti di crescita personale e consulenza commerciale 3.0. È perché lo dice l’esperienza:

CLICK TO TWEET:

Non aspettare che tutto sia perfetto per cominciare.
Non lo sarà mai.

Poiché, con ogni probabilità, dovremo cambiare certe cose lungo la strada, ci conviene iniziare prima di avere tutto pronto.

Il perfezionismo estremo non ti porterà da nessuna parte.

Credimi, lo combatto tutti i giorni.

So che Prismalize non è perfetto – né gli altri progetti che ho – ma vedo che, ogni volta che li mostro e condivido, anche se non sono ancora finiti, la reazione della gente mi aiuta a inserire, rimuovere e modificare tante cose, contribuendo a migliorare il tutto poco a poco. Se volessi che fosse perfetto, non avrei pubblicato un singolo post sul blog.

Non possiamo prevedere come finirà tutto, ma quando ci troviamo di fronte a una VERA e propria sfida (e non solo nelle nostre teste), con PERSONE VERE, con una DATA DI CONSEGNA, diamo il meglio di noi stessi. E questa è la cosa migliore che possa capitare alla nostra idea: che la imbeviamo del nostro talento.

E FALLO, CAVOLO.

LA FORMULA DEL SUCCESSO

Pertanto, la guida per creare qualsiasi progetto, e assicurarsi di ottenere il successo che merita, inizia e finisce in un unico punto: CHIEDI.


Semplice e complesso allo stesso tempo. Perché non si tratta di interrogare il personale sconsideratamente, altrimenti diventeremmo il classico rompiscatole del quartiere. Si tratta, in sostanza, di:

  • FARE LE DOMANDE GIUSTE. Le domande eccessivamente aperte di solito non sono accolte con entusiasmo.

    Ti è mai successo che, se in una festa ti presentano qualcuno che ti chiede “sai l’inglese, giusto? Dimmi qualcosa in inglese! “

    E tu non sai cosa dire. Anzi, ti sembra una domanda stupida. Se, invece, ti chiedono “Sai come si dice in inglese XYZ?”, rispondi immediatamente.

    Se lo sai, naturalmente.

    Il classico “Studi o lavori?” non ti farà mai beccare. Informati prima e precisa la domanda. Combina qualcosa che la persona sa già con qualcosa che non conosce. E chiedi informazioni dispensando già elementi su cui basarsi. In questo modo, otterrai risposte utili e precise.

  • DALLE PERSONE GIUSTE. Prima di fare una domanda, assicurati che la persona sia interessata all’argomento che state per trattare. E che la sua risposta ti possa tornare utile.

    Voglio scrivere una guida di viaggio? Chiedo a gente che viaggia dove gli piace andare.

    A proposito di consigli di cucina? Chiedo a chi sa cucinare.

    E così via.

    Ricorda, dai priorità agli interessi e non all’esperienza e alla vicinanza.

    Se non sai a chi chiedere, puoi sempre iniziare in Ask.fm:


  • NEL MOMENTO (fase del progetto) GIUSTO. Non serve a niente accumulare informazioni all’inizio di un progetto solo perché “non si sa mai”. È il vizio che abbiamo tutti quando entriamo in un campo sconosciuto. Tutte le informazioni ci sembrano utili, e ci saturiamo. Alla fine, useremo un 2% di queste informazioni, e avremo perso la concentrazione innumerevoli volte per fare una cernita.

    Se stai mettendo su un negozio, non ti serve a niente conoscere strategie di marketing digitale avanzato, se non sai ancora cosa vuoi vendere e a chi, come venderlo e… beh, insomma, l’idea è chiara, che a volte divento ridondante da morire. Segnati TUTTO, ma concentrati solo in ciò che ti serve nella fase in cui ti trovi.

Chiedere è l’arma più potente a nostra disposizione e, anche se suona terribilmente ovvio, è GRATIS.

E ci aiuterà, tra l’altro, a dirigerci bene dove abbiamo bisogno di investire per portare avanti la nostra idea: formazione, contatti, materiali, ecc.

Un progetto è come un puzzle. In un primo momento, abbiamo mille pezzi e tutto sembra confuso. Iniziamo a mettere i pezzi facili, evidenti, e mentre lo facciamo ci si aprono nuove possibilità e vediamo meglio dove incastrare sempre più pezzi.

Ti trovi impantanato con un’idea?

Quale paura di quelle elencate sopra ti blocca?

Chi potrebbe aiutarti?

Nota: Probabilmente qualche lettore di Prismalize, quindi lascia un commento e, tra tutti, cercheremo di darti una mano.

Immagini per gentile concessione di Pixabay, PNGAll e MalesaCo.

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PRISMALIZE Ha lo scopo di condividere una serie di esperienze, idee e consigli volti a sfruttare meglio il nostro potenziale, vivere secondo i nostri ideali e sogni e, in ultima analisi, creare versioni migliorate di noi stessi, più coerenti e soddisfacenti.

Per renderlo possibile e far sì che riusciamo a sfruttare al massimo le nostre risorse, i temi qui esposti rappresentano solo un punto di partenza per i lettori per parlare, istruire, suggerire, condividere e, in ultima analisi, collegarsi per dare continuità alle proprie passioni.

Questo progetto sarebbe venuto a nulla senza le persone a dare forma concreta alle idee che vi presentiamo: di conseguenza, vi invito a commentare, condividere, indico successi e insuccessi, suggerire argomenti … Questo sarà contribuendo a creare una comunità molto speciale, un vero e proprio alveare digitale e per persone come te.

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