Domande Scomode Tipo Persona Social Network Facebook

6 domande scomode che ti diranno il tipo di persona che sei nei social network

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Come utilizziamo il tempo sui social network?WhoAmI_Small.jpg
E, soprattutto, come utilizziamo le nostre energie sui social network?

Che impressione diamo agli altri in funzione delle nostre pubblicazioni? Abbiamo davvero il controllo di cosa condividiamo e cosa no?

Facebook, Twitter, Google… Tutte le grandi società dietro ai social network più popolari si spremono le meningi creando sistemi per segmentare gli utenti e individuare il tipo di persona che c’è dietro ogni profilo.

Tutto quello che vediamo, scriviamo, leggiamo o commentiamo finisce per essere parte di un puzzle gigante che, per queste aziende, determina il tipo di persona che siamo e i contenuti che meglio si adattano a noi.

Ovviamente, per scopi commerciali.

Ma qui non vengo a parlarvi di marketing online. Quello lascio farlo a chi ne sa di più.

COME E DOVE PASSIAMO IL NOSTRO TEMPO SUI SOCIAL NETWORK?

Voglio che riflettiate su questo: se Facebook e compagnia sono in grado di farsi un’idea piuttosto esatta di noi, è perché nutriamo i loro database rivelando dettagli su come siamo, dove stiamo andando, cosa facciamo, con chi parliamo e, soprattutto, di cosa parliamo.

Ma, d’altra parte, anche tutti i nostri contatti si sono fatti un’idea, che può sposarsi meglio o peggio con la nostra versione devirtualizzata, a seconda di quello che facciamo in rete. Il nostro io virtuale ha un carattere ben definito.

Identidad digital Identità digitale

Definito da tutto ciò che facciamo, leggiamo, condividiamo, commentiamo, vediamo, ascoltiamo e blocchiamo.

E, certo, ognuno di noi fa più caso a certi contatti rispetto ad altri in funzione degli interessi comuni che abbiamo, quindi la scelta del tipo di post che pubblichiamo ha un effetto reale sugli altri, e finisce per determinare chi ci considera di più e chi meno.

E, come sappiamo, siamo la media delle cinque persone che frequentiamo di più: questo vale anche, giovani e bambini, per il cyberspazio.

Vi propongo un piccolo esercizio: degli ultimi 20 post che avete pubblicato su Facebook o altri social network, quanti erano per…

  • A) Condividere qualcosa che vi piace fare nel tempo libero? Musica, arte, libri, video…
  • B) Condividere qualcosa in relazione col vostro lavoro? Link, offerte, conoscenze professionali?
  • C) Appoggiare una causa o aiutare un amico? Raccolta firme, vendite di articoli o servizi, cause sociali…
  • D) Ammazzare il tempo senza uno scopo concreto? Post virali che mica ti interessano, ma poi senza renderti conto li hai condivisi.
  • E) Lamentarvi di qualcosa CON MOTIVO?
  • F) Lamentarvi di qualcosa SENZA motivo? Siate onesti con voi stessi!

Com’è andata?

Sono verità scomode che rispondono a domande scomode, eh?

Numeri alla mano, vi pare di impiegare il tempo in modo coerente con la visione che avete di voi stessi? Che sensazione vi lascia?

IL NOCCIOLO DELLA QUESTIONE:
CHI VOGLIAMO ESSERE SUI SOCIAL NETWORK?

Per ciascuno di noi, logicamente, la proporzione “giusta” sarà diversa. Non c’è una risposta esatta che si adatti a tutti, perché ovviamente ciascuno di noi ha priorità diverse.

Questo sì: se, dei tuoi 20 post recenti, la maggior parte sono nella risposta D o, soprattutto, in E e F, qualcosa deve cambiare.

Per tutti coloro che credono che “sono solo parole”, non avete idea dell’effetto che causa nelle nostre menti parlare di certi argomenti. Nel bene e nel male.

Se trascorriamo la giornata a parlare di cose negative e tragedie, probabilmente continueremo a trovarne sempre di più per ogni passo che diamo. Non è una questione di karma, o almeno non solo.

La ragione è che predisponiamo la nostra mente a parlare di questi argomenti, creiamo un “trend”, un #TrendingTopic mentale. E, inconsciamente, siamo alla ricerca di argomenti simili per continuare ad alimentare questo trend, come quando Twitter ci suggerisce contatti o argomenti che parlano di quello di cui abbiamo parlato spesso.

Karma? Piuttosto abitudine.


CLICK TO TWEET:

Se parliamo solo di dispiaceri, trovare altri dispiaceri non è un karma, è un #TrendingTopic mentale difficile da cancellare dalla cronologia. @prismalize


Sono schemi mentali che si radicano nella nostra testolina e, ops, com’è difficile uscirne una volta entrati!

Per fortuna, possiamo ottenere l’effetto inverso con la stessa facilità: il primo obiettivo è quello di liberarci di questo fardello che ci impone di pubblicare, commentare e leggere solo le notizie negative per nutrire le nostre lamentele e nostra inazione. Come si fa? Proibizionismo. E basta. Fuori. Cosa ti apportano? In cosa ti aiutano a stare meglio?

Anche quando hai motivi per lamentarti, a cosa ti aiuta entrare in un circolo di negatività con più persone nella stessa posizione, nutrendo il tuo cattivo umore come quando qualcuno mette una foto di un abuso anonimo o una violazione o un’ingiustizia?

Se tanto di dà fastidio l’ingiustizia, PRENDI PROVVEDIMENTI IN MATERIA. Manifesta, esci in strada, forma collettivi, lancia idee per risolvere il problema con persone che vogliono, come te, risolverlo.

Ma non ti lamentare più su Facebook. Che non aiuta. MAI.

Quando riusciremo a uscire da questa spirale, e vi garantisco che in pochi giorni la “dipendenza da cose brutte” scomparirà quasi completamente, allora potremo cominciare a leggere sugli argomenti che ci appagano e ci mettono di buon umore… e possiamo aiutare a diffonderli.

ESSERE POSITIVO DENTRO E FUORI
DAI SOCIAL NETWORK

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OCCHIO QUI: tutti abbiamo delle giornate storte. TUTTI. E tutti qualche volta ci alziamo col piede sbagliato.

Ma, come avrete notato: cosa vi funziona meglio, pensare che tutta la giornata sarà orribile, o minimizzare e concentrarvi (anche se è difficile) nelle cose che vi mettono di buon umore per mandare via il nodo in gola?

Lo stesso accade nei social: quando si parla di cose positive, attiriamo persone positive. E allontaniamo le cose negative, en passant.

Quando si parla di argomenti che ci piacciono, attiriamo persone con gusti simili. E il resto non interagisce, ma, a dir la verità, loro non sono mai stati interessati da questi argomenti. Non facciamo perdere loro del tempo e non lo perdiamo noi, giusto?

Quando si parla di lavori che ci interessano, prima o poi attiriamo persone che lavorano negli stessi ambiti e allontaniamo chi parla di argomenti che ci annoiano.

Non sembra una cattiva idea, vero?

Negli ultimi due anni l’ho verificato con il mio profilo: ignorando le persone che si lamentano continuamente (non mi interessa) e cercando di condividere le cose che ritengo utili, divertenti o belle, finisco la giornata più contento.

Evito di criticare tanto per criticare e faccio più commenti positivi che negativi per un semplice motivo: voglio essere di buon umore e ho bisogno di un sacco di energia per fare tutto quello che voglio, e ricevere energia positiva mi aiuta a mantenere quel livello, e spero di fare lo stesso per voi.

Perché, come molti, passo una quantità di tempo considerevole sui social network, e dato che ci passiamo il tempo, cerchiamo di far sì che ci dia qualcosa. A noi e agli altri. Come qualsiasi conversazione nella vita reale.

Quindi cerchiamo di fare più post e commenti delle categorie A, B e C.

Ancora: non sembra una cattiva idea, vero? Partecipi?

Troverai il coraggio di mettere nei commenti di questo articolo come sono distribuiti i tuoi 20 post?

Oh, a proposito, da non dimenticare!

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Così, riceverai comodamente un avviso nella posta elettronica ogni volta che pubblico contenuti di interesse e potrai esserea aggiornato con tutto ciò che sta accadendo nella famiglia Prismalize. Grazie davvero e felice crescita!

Immagini per gentile concessione di Pixabay.

Traduzione di Simona Bracaloni.

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PRISMALIZE Ha lo scopo di condividere una serie di esperienze, idee e consigli volti a sfruttare meglio il nostro potenziale, vivere secondo i nostri ideali e sogni e, in ultima analisi, creare versioni migliorate di noi stessi, più coerenti e soddisfacenti.

Per renderlo possibile e far sì che riusciamo a sfruttare al massimo le nostre risorse, i temi qui esposti rappresentano solo un punto di partenza per i lettori per parlare, istruire, suggerire, condividere e, in ultima analisi, collegarsi per dare continuità alle proprie passioni.

Questo progetto non varrebbe niente senza le persone per dare una forma concreta alle idee che vi presentiamo: di conseguenza, ti invito a commentare, condividere, indicando successi e insuccessi, suggerire argomenti … In questo modo starai partecipando alla creazione di una comunità molto speciale, un vero e proprio alveare digitale di e per le persone come te.

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